Cos’è la tecarterapia? 

                                                                                                                   

T.E.CA.R è semplicemente un acronimo, che sta a significare: Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo.

Questa recente metodica riabilitativa si avvale di un macchinario che, sfruttando il principio del condensatore, determina uno spostamento di cariche elettriche. Esse stimolano i tessuti producendo calore direttamente dall’interno, determinano una vasodilatazione, quindi un maggior afflusso di sangue nella zona sottoposta a trattamento. Grazie a questo maggiore afflusso di sangue vi è l’eliminazione dei cataboliti, (ovvero i prodotti di scarto del metabolismo cellulare) e dei prodotti dell’infiammazione (es. l’istamina) che ci fanno sentire il dolore. Inoltre, sempre grazie all’aumento della vascolarizzazione locale, vi è un maggior apporto di ossigeno e di sostanze nutritive che servono alla guarigione del tessuto (muscolare, osseo, tendineo o nervoso).

A cosa serve?

 

Grazie alla tecarterapia vengono accelerati i normali processi di guarigione del nostro organismo attivando i normali processi riparativi e antinfiammatori.

La sostanziale differenze con le altre forme di termoterapia (radarterapia, marconiterapia, raggi infrarossi, ipertermia ecc.) è che il calore viene generato direttamente dall’interno del tessuto e non portato dall’esterno all’interno.

 

In cosa consiste il trattamento? Come viene eseguito?

 

Il trattamento viene eseguito mediante due elettrodi: l’elettrodo capacitivo e l’elettrodo resistivo.

tecarterapia roma

 

L’elettrodo capacitivo, rivestito con materiale isolante (ceramica o corindone) agisce sugli strati più superficiali del corpo. A seconda dell’intensità di calore e quindi della potenza erogata dal terapista, si andrà ad agire in maniera diversa sul microcircolo e sul sistema linfatico.  In caso di poco calore, ovvero di poca potenza erogata si ha prevalentemente un effetto di biostimolazione, un effetto drenante e antiedemigeno; in caso  invece di potenza erogata più alta, l’effetto sulla vascolarizzazione sarà maggiore e per effetto del calore (sedativo e rilasciante) si ha un maggiore effetto decontratturante sulle masse muscolari e di riparazione delle stesse in caso di un evento lesivo (lesione muscolare).

L’elettrodo resistivo invece, d’acciaio, agisce più in profondità e sui tessuti a maggiore resistenza, ovvero tendini, legamenti, fibro-cartilagini (es. menisco del ginocchio o disco intervertebrale) ossa e nervi.

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L’elettrodo resistivo ha un maggiore effetto antalgico (contro il dolore) e, durante il suo trattamento, si vanno a creare delle cosiddette correnti di spostamento che irradiano la zona posta tra la piastra (elettrodo neutro) e l’elettrodo resistivo (elettrodo positivo). È importante dunque creare delle opportune geometrie rispetto alla piastra.

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Attraverso l’utilizzo della fase capacitiva e resistiva si riesce pertanto ad avere un trattamento completo e differenziato su tutti i tessuti: superficiali e profondi.

Inoltre, cosa importantissima, durante la fase capacitiva permette l’integrazione del massaggio eseguito dal fisioterapista, mentre durante la fase resistiva permette l’integrazione di tecniche di terapia manuale e della kinesiterapia, ovvero della mobilizzazione articolare, dello stretching ecc..

Da qui si capisce l’importanza dell’operatore.

La tecarterapia è attualmente il mezzo fisico, cioè il macchinario che ha rivoluzionato il mondo della riabilitazione, riducendo i tempi di guarigione e consentendo il recupero in tempi molto ridotti rispetto le comuni forme di terapia fisica.

Per cosa può essere utilizzata la tecarterapia?

 

Le indicazioni terapeutiche della Tecarterapia sono molteplici:

  • Distorsioni ed edemi
  • tendiniti e borsiti
  • lesioni muscolari, tendinee e legamentose
  • traumi contusivi
  • traumi ossei e osteoarticolari
  • riabilitazione post-chirurgica
  • cervicalgie e cervicobrachialgie
  • lombalgie e lombo-sciatalgie
  • meniscosi e lesioni meniscali (es. del ginocchio)
  • algie croniche
  • capsulite adesiva
  • condropatia femoro-rotulea
  • sindrome pubalgica
  • coxartrosi e gonartrosi
  • fascite plantare

Ci sono controindicazioni?  La possono fare tutti?

 

La tecarterapia non ha controindicazioni ad eccezione di quelle relative a tutte le apparecchiature elettromedicali, come la presenza di pacemaker o le donne in gravidanza. Non ha effetti collaterali e ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola eventualmente anche due volte nell’arco della stessa giornata, a vantaggio dei tempi di recupero motorio e di guarigione.

Può essere associata senza problemi ad altre terapie.

Non costituisce impedimento all’esecuzione di sedute di tecarterapia  la presenza di protesi metalliche all’anca, al ginocchio o alla spalla, o nel caso di pazienti con problemi di sensibilità del calore (es. diabetici); basteranno solo degli opportuni accorgimenti.


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